Scholas Occurrentes: un progetto per riscoprire lo stupore del fanciullo

“Ragazzi vi va di partecipare ad un progetto in cui ci sono persone che hanno voglia di ascoltarvi?”, questa è la domanda che la nostra professoressa di religione ci rivolto una mattina in classe. La cosa ci ha incuriosito e abbiamo dato la nostra adesione al progetto. Poi ci ha detto che Scholas Occurrentes è un progetto voluto direttamente dal Papa, quando era vescovo a Buenos Aires, allora siamo rimasti un po’ incuriositi e un po’ titubanti, perché, si sa, per noi giovani le cose di chiesa ci sembrano “cose da sfigati”, così diciamo tra noi.
La professoressa ci ha rassicurati che sarebbe stata una bella esperienza e allora abbiamo pensato: “Beh, sempre meglio che stare a scuola a studiare!”.
E così il 12 febbraio abbiamo iniziato questa avventura e per tre giorni ci siamo incontrati per cinque ore al giorno con altri ragazzi provenienti da altri istituti di Bari.


Presso l’Istituto “Marco Polo” di Bari siamo arrivati un po’ per caso, un po’ incuriositi e un po’ con la voglia di provare qualcosa di nuovo.
Oggi 14 febbraio è il nostro ultimo giorno del progetto Scholas Occurrentes e, sapete cosa penso, che ci mancherà.
Ci mancheranno i ragazzi e le ragazze che abbiamo conosciuto, ci mancheranno i formatori arrivati direttamente dall’Argentina. I formatori sono stati fantastici, ci hanno accolti con il sorriso, con la musica, con il gioco. Con loro abbiamo svolto tante attività divertenti, artistiche, musicali, ma che ci hanno fatto anche riflettere e discutere tra noi.
Abbiamo potuto vivere dei momenti di solidarietà dove abbiamo potuto esprimere i nostri talenti e le nostre abilità, senza vergogna, senza paure, perché nessuno ci ha giudicati e, sapete, aveva ragione la professoressa, ci hanno ascoltato.

 Noi “fanciulli” siamo stati divisi in gruppi, e a rotazione abbiamo sperimentato laboratori di pittura, pensiero, musica e gioco.
Il laboratorio di pensiero ha permesso a noi ragazzi di esprimere senza timori i pensieri che più tenevano stretti. L’ascolto scioglie le costrizioni della nostra stessa volontà che si apre per lasciare che la vita riveli il suo senso. Per questo motivo il pensiero dei giovani è importante.
E poi il laboratorio di musica per improvvisare musica dal vivo con percussioni e chitarre.
Il laboratorio di pittura è stato divertentissimo, sporcarsi le mani con i pennelli ci ha permesso di esprimere la nostra creatività, condividendo la ricerca di un’espressione più vicina a ciò che siamo.
Scholas è un progetto presente in diversi Stati, Argentina, Città del Vaticano, Italia, Messico, Colombia e tanti altri, opera con lo scopo di promuovere l’integrazione dei bambini e dei giovani attraverso l’arte, lo sport e la tecnologia. A Bari dal 12 al 14 febbraio abbiamo vissuto l’esperienza educativa “Fanciullo”, “un progetto che stimola i giovani dai 16 ai 18 anni a riprendere lo stupore del bambino per recuperare la curiosità di fronte al mondo”.
È stata un’esperienza fantastica!


Stefano Abbinante

Radio Panetti Network

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *