Radio Panetti è Media Partner di “E’ un Paese per Giovani”

Il 12 dicembre 2018 presso l’Impact Hub, nel quartiere fieristico di Bari, si è tenuto l’ incontro di presentazione della nuova edizione di “E’ un Paese per Giovani”, il contest della Banca Popolare di Bari organizzato e diffuso dal quotidiano locale “I like puglia”.

Il contest è alla sua seconda edizione e mira a incontrare i talenti pugliesi per raccogliere proposte ed idee da candidare al concorso.

“E’ un paese per giovani” è un’interessante opportunità per i giovani dai 18 ai 25 anni che intendono investire tempo, risorse ed energie per far germogliare la loro idea imprenditoriale e farla diventare vincente con l’aiuto della Banca Popolare di Bari, disposta a finanziare le idee più innovative.

E’ possibile partecipare al contest presentando uno o più progetti in differenti ambiti: tecnologico, umanistico socio-culturale, economico-finanziario e di sviluppo del territorio.

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Il luogo in cui si è celebrata l’inaugurazione della nuova edizione di “E’ un paese per giovani” è stato l’Impact Hub di Bari, la cattedrale delle idee innovative. SI tratta di uno spazio di coworking che riunisce le menti più fervidi del capoluogo pugliese che così hanno la possibilità di confrontarsi e far nascere progetti di innovazione che prendono vita dalle sinergie dei singoli.

A presentare la manifestazione è stato il noto attore ed intrattenitore Antonio Stornaiolo che ha giocato con i giovani studenti delle scuole baresi presenti, illustrando il nuovo concorso.

“Oggi come oggi – ha detto Antonio Stornaiolo –, nella nostra società, nel nostro Sud, non si può più immaginare di essere sostenuti da qualcuno per tutta una vita attraverso quella che una volta veniva chiamata busta paga che conseguiva da un impiego stabile. Quello che sta venendo fuori oggi è che da soli dobbiamo provare a immaginare uno scenario che ci veda protagonisti non solo rispetto al lavoro che più ci piace fare, ma anche rispetto al modello di lavoro che ci consente di crearci da soli quella busta paga”.

Ospite d’eccezione è stato Diego Antonacci cofondatore di Impact Hub che ha presentato lo spazio di coworking, un grande spazio aperto in cui “è possibile condividere il lavoro con tante realtà indipendenti, costituite da professionisti o piccole startup, ma anche agenzie e aziende più strutturate”. “L’obiettivo di Impact Hub – ha dichiarato Antonacci – è far sviluppare la proattività, la connessione, la collaborazione fra coloro che vi lavorano perché la differenza reale fra un coworking, che è un modello oltre che essere uno spazio, e un’affittaspazi sta proprio nel senso di comunità, di network interno che sta alla base dello spazio condiviso”.

Ciò che emerge, visitando l’Impact Hub è lo spirito di collaborazione che anima i giovani innovatori baresi e soprattutto la condivisione e il meticciaggio delle idee, che contrasta un vecchio modello di organizzazione aziendale basato sulla logica della competizione spinta fra imprese che mira alla riservatezza  di quelli che vengono definiti i segreti aziendali. La forza di Impact Hub risiede proprio in un modello di business fondato sul confronto, sulla solidarietà fra professionisti e sulla condivisione di esistenze che vanno aldilà degli aspetti più propriamente di business spinto, ma che si estendono anche ai vissuti e alle esperienze di umanizzazione del lavoro.

Diego Antonacci è uno dei più convinti promotori dei principi della sostenibilità nel campo dell’economia e dello sviluppo delle Imprese. Il giovane innovatore, attraverso le tante attività messe in piedi nell’Impact Hub di Bari, è assolutamente convinto che il sistema economico che anima la nostra società debba rispettare l’uomo e contribuire a migliorare il mondo in cui viviamo. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del modo di gestire le imprese ed i loro profitti.

“La formazione era ed è importante – ha detto Antonacci -. E’ necessaria una life long learning, cioè una continua attività di apprendimento, aggiornamento e formazione perché il mondo va veloce e con esso la tecnologia e l’innovazione. Dobbiamo rimanere aggiornati perché la competizione è molto aspra e ci lascia indietro. Oltre alla formazione che comunque è e deve essere piacevole, bisogna guardarsi intorno per scoprire come è possibile mettere a frutto le proprie competenze anche in altri ambiti. E’ necessario pensare ad un’idea, confrontarla con quella degli altri e creare un team di lavoro. L’idea è importante, ma ce ne sono tante in giro. L’importante è saper applicare correttamente l’execution, cioè come deve essere realizzata, la capacità di eseguirla e la completezza del team che ci aiuta a dare forma a quell’idea e soprattutto ci fornisce quelle competenze che magari noi non abbiamo perché non siamo tuttologi. E’ importante – ha proseguito Antonacci – anche la velocità di realizzazione dell’idea perché magari sul mercato ci sono altri che stanno pensando al nostro stesso progetto e quindi è fondamentale batterli sul tempo. E’ utile anche confrontarsi con imprenditori che sono partiti prima di noi, proprio per evitare errori. In questo senso bisogna validare l’idea proprio per evitare di innamorarsi troppo di essa e correre il rischio di inseguire un progetto difficilmente realizzabile e quindi destinato all’insuccesso. Validare significa creare anche una piccola community di amici e familiari con cui confrontarsi, anche con questionari, per capire se il progetto può avere mercato. Gli incubatori e gli acceleratori di idee esistono anche a livello nazionale e possono aiutare i giovani innovatori a scoprire se  la loro idea può funzionare o meno. In questo percorso si possono incontrare anche degli investitori privati, i cosiddetti business angel che forniscono mezzi economici ma anche competenze ulteriori per sviluppare l’idea imprenditoriale. Esistono poi i Venture Capital, capitali di ventura, che invece sono fondi più strutturati perché investono sull’idea per trarne ovviamente profitto in un tempo relativamente lungo. Questo da al giovane imprenditore la possibilità di scalare l’idea e farla diventare  una vera impresa che fa profitti. Il consiglio che vi posso dare – ha concluso Antonacci – è provare, riprovare, sbagliare, tornare indietro, riprovare, cambiare idea e tentare la strada di un altro progetto. CI sono gli startupper seriali che dopo 10, 15 idee riescono a sfondare. Non bisogna spaventarsi degli ostacoli che si possono incontrare, quelli esistono semrpe. E’ importante confrontarsi continuamente col mercato e con le iniziative di sviluppo di idee.

Durante la mattinata è stata presentata anche una startup innovativa creata da cinque giovani baresi intorno all’idea del riciclo delle bottigliette di plastica. Si tratta di GreenCash, un’attività di gamefication che insegna agli utenti l’importanza del riciclo attraverso il gioco e a sostenere le esigenze delle aziende attraverso un eco-compattatore brandizzato e riconoscibile. Fare impresa nella propria terra diventa così non solo importante ma  soprattutto possibile!

L’idea dei cinque giovani di “Green cash” è di educare gli utenti al rispetto dell’ambiente attraverso una divertente app che, come un vero e proprio gioco, identifica sul territorio gli eco-compattotori. Gli utenti potranno raggiungerli per gettare le proprie bottigliette di plastica accumulando punti finalizzati all’ottenimento di premi consultabili su un catalogo online. Portavoce del gruppo è stato Ubaldo De Santis, mentre la mente informatica è quella Ferdinando Traversa un giovanissimo studente di soli 13 anni che ha progettato il cuore tecnologico del sistema.

Anima e organizzatrice del contest è la giornalista Annamaria Ferretti che con il quotidiano che dirige, “I like Puglia”, e la Banca Popolare di Bari, sta mettendo in piedi in città un vero e proprio laboratorio di idee orientato a scoprire talenti, intercettare idee e promuovere la volontà di costruire e far crescere il nostro territorio. Il contest – ha dichiarato la Ferretti – è aperto a tutti i giovani fra i 18 e i 35 anni che hanno un’idea, una visione o che si sentono talenti. Non è necessario avere già un progetto scritto se ci si vuole proporre come talento. Quest’anno “Un paese per giovani”, nato per incubare startup ha allargato il proprio orizzonte e quindi oltre a intercettare idee e progetti già in qualche modo attivati, intende proporsi come una guida per chi si sente un talento. Tutti i giovani che vorranno mettersi in gioco potranno iscriversi entro il 31 gennaio 2019”.

Media partner dell’evento è stata Radio Panetti, la radio dei giovani studenti dell’Istituto Panetti Pitagora di Bari che ha ripreso l’intera manifestazione attraverso una diretta radiofonica e video diffuse su radiopanetti.it e sui principali social in modalità multicasting.

Piergiusto Ranieri

Matteo Romano

Fotografie di Francesco Pio Armenise

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