Aumenta il THC nelle canne e con esso il rischio di pericolosità

20061122 – ROMA – POL – DROGA: ANCORA TENSIONE ULIVO AL SENATO, CDL ATTACCA TURCO- FRANCO SILVI – Un ragazzo accende una sigaretta con la cannabis . archivio ANSA – JI

In pochi sanno dei rischi che si corrono con l’assunzione di sostanze stupefacenti come la cannabis. In questi ultimi anni il rischio e la pericolosità che corrono le persone che fanno uso di cannabis sta rapidamente aumentando perché sta crescendo la quantità di THC in essa contenuta.

E’ il devastante principio attivo contenuto nei comunissimi spinelli che va a modificare le sinapsi all’interno del cervello, quel complicato metodo di passaggio delle informazioni tra i neuroni che viene rallentato inesorabilmente.

Per tutti questi molteplici danni al nostro unico cervello gli esperti sconsigliano vivamente l’assunzione di cannabis e dei suoi derivati.

E’ necessario ricordare che per rendere più pesante l’erba alcuni incoscienti l’addizionano con l’acido delle batterie, tremendamente nocivo per la salute.

Una sostanza che compensa l’effetto del THC è il cannabidiolo che si trova nella resina della cannabis. In questi ultimi anni, però, sta aumentando la quantità di THC e diminuendo quella del cannabidiolo con effetti devastanti sulla salute dei consumatori abituali. A lanciare il grido d’allarme ci ha pensato uno studio dell’Università di Bath e del King’s College di Londra che, analizzando i dati raccolti dall’Osservatorio Europeo per i medicinali e tossicodipendenza su 28 Stati membri dell’Unione Europea, ha osservato un aumento considerevole di malattie come la paranoia, le menomazioni della memoria e le sindromi psicotiche. Il THC inoltre è la sostanza che crea dipendenza; per questo all’interno delle canne essa è passata dal 5% del 2006 al 10% del 2016.

L’esperto in psicologia dell’università di Bath, Tom Freeman, afferma che una soluzione per ridurre la quantità di THC ed aumentare quella di cannabidiolo potrebbe essere quella di controllarle con una regolamentazione.

La soluzione proposta da alcune forze politiche e da diversi settori della società, cioè legalizzare la canna, potrebbe essere controproducente se, come sostengono, finalizzata alla riduzione del suo utilizzo. Legalizzandola, infatti, non è detto che se ne limiterebbe l’uso: un esempio è dato dalle legalizzazioni di alcol e tabacchi. Nonostante le limitazioni alla vendita per i minori, sono tantissimi i teenager che ogni sabato sera arrivano in coma etilico ai vari Pronto Soccorso delle nostre città. Eppure, la vendita di bevande alcoliche ai minori è vietata per legge. La legalizzazione non costituisce nemmeno un deterrente per le attività criminali visto che, insieme al mercato legale delle sigarette, ne esiste uno parallelo di contrabbando che muove grossissimi capitali. E’ necessario dire inoltre che, allo stato attuale, ogni volta che si comprano sostanze stupefacenti si alimenta il mercato delle mafie.

Qual è dunque la soluzione?

Una  maggiore informazione sui danni alla salute e sui reati e soprattutto, una maggiore educazione al senso di responsabilità civile, etico e morale.

La vita è un dono da non sprecare!

Gabriele Amoruso

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